La Chiesa di San Sebastiano Martire di Oristano, fu edificata verso la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo, ed è considerata la chiesa più antica tra le parrocchie dei borghi di Oristano.

Le attività della Chiesa di San Sebastiano Martire, sono registrate solo dal 1615 sui libri parrocchiali (anni segnati dall’orribile epidemia di peste), dove vengono riportati dati quali nascite, battesimi, matrimoni e decessi. Lo stesso edificio ecclesiastico venne eretto e quindi dedicato al martire invocato contro questo male.

Per diversi secoli, il 20 gennaio, giorno di San Sebastiano, una lunga processione dalla Cattedrale si indirizzava verso la chiesa dedicato al Santo che in più occasioni liberò la nostra città dalla peste.

La Chiesa di San Sebastiano Martire di Oristano, presenta una facciata di recente restaurazione, con al suo interno un’unica grande navata a alcune piccole cappelle ai suoi lati. L’abside è rivolta verso la via figoli, sa ruga de is congiolargius, l’antica strada che come ricorda ancora oggi il nome, un tempo era occupata dalle botteghe degli artigiani della ceramica che, famosi in tutta l’isola ma non solo, producevano eccellenti stoviglie, vasellame e brocche in terracotta.

L’ingresso dell’edificio è anticipato da una bellissima e ampia scalinata di recentissima restaurazione. Un tempo annesso alla Chiesa di San Sebastiano Martire, vi era anche un antico cimitero andato ormai perduto.
Un ex voto del 1860, custodito in chiesa, documenta come le esondazioni del fiume Tirso, ancora sprovvisto di solidi argini, allagavano l’intera piazza Roma. L’intero isolato, occupato dalla chiesa di San Sebastiano, dalle sue pertinenze e dagli altri edifici compresi nelle vie Figoli, Mazzini, vico Mazzini e piazza Roma, sino agli anni Cinquanta costituivano il teatro dell’Ardia di San Costantino, la tradizionale corsa di cavalli che si correva in città il 6 e 7 luglio in onore del Santo Imperatore la cui statua ancora oggi si trova in chiesa.

    

La mappa per raggiungere la Chiesa di San Sebastiano Martire di Oristano:
  

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